Dopo Zappa, che ha lasciato il Cagliari con amarezza, anche Adopo potrebbe partire. E allora la domanda diventa inevitabile: su quali basi dovrebbe nascere il nuovo progetto rossoblù?
Ci sono momenti in cui il mercato racconta più di mille comunicati. E quello del Cagliari, arrivati a questo punto, qualche domanda comincia a farla nascere davvero.
Zappa è stato ceduto. E non è passato inosservato il suo malumore. In poche righe, l’ex rossoblù ha raccontato tutta la sua amarezza, spiegando come certe decisioni nel calcio possano arrivare velocemente e come quella presa sia stata per lui dolorosa, anche perché non si sentiva più al centro del progetto.
Una frase che dovrebbe far riflettere.
Perché se un giocatore che ha indossato la maglia rossoblù per anni arriva a dire di non sentirsi più al centro del progetto, qualche domanda se la pone anche il tifoso. Soprattutto se, contemporaneamente, un altro giocatore che sembrava poter rappresentare una delle certezze del nuovo Cagliari rischia di fare le valigie.
Parliamo di Michel Adopo.
Adopo è stato uno dei giocatori più positivi della passata stagione, uno degli uomini che hanno contribuito alla salvezza e che, per rendimento, caratteristiche e prospettiva, sembravano poter rappresentare una delle basi sulle quali costruire il nuovo centrocampo rossoblù.
E invece potrebbe partire anche lui.
Il Bologna, secondo le indiscrezioni delle ultime ore, sarebbe fortemente interessato al centrocampista e avrebbe proposto un quadriennale. Un segnale importante, perché significa che a Bologna credono fortemente nel giocatore.
E allora la domanda viene spontanea: qual è il progetto del Cagliari?
Noi tifosi possiamo anche essere definiti “ignoranti” quando si parla di bilanci, strategie societarie, plusvalenze e dinamiche di mercato. Ma una cosa la capiamo. Quando si costruisce un progetto, normalmente si parte da alcune certezze. Si individuano dei giocatori sui quali puntare, si costruiscono delle fondamenta e poi si interviene per migliorare la squadra.
Qui, invece, sembra stia accadendo qualcosa di molto diverso.
Perché dopo Follorusho, Gaetano, Belotti, Pavoletti e gli altri cambiamenti, adesso anche Zappa è uscito dalla porta e Adopo potrebbe seguirlo.
E allora viene da chiedersi: stiamo costruendo il nuovo Cagliari oppure stiamo semplicemente smontando quello vecchio?
Vendere non è una colpa, sia chiaro. Nel calcio si vende. Si compra, si fanno plusvalenze, si cambiano giocatori e strategie. Il problema è capire la direzione. E proprio qui entra in gioco Tommaso Giulini.
Il presidente ha dichiarato che questa potrebbe essere la sua ultima stagione alla guida del Cagliari e ha parlato della prospettiva di un passaggio della società a una cordata americana. Ed è proprio qui che nasce un’altra domanda, forse ancora più scomoda: questi americani dove sono?
Quali sono i loro programmi? Quale Cagliari vogliono costruire? Quanto stanno incidendo sulle scelte attuali? E soprattutto, se davvero si va verso un passaggio di proprietà, che squadra arriverà nelle mani dei nuovi proprietari?
Non abbiamo risposte certe. E proprio per questo non vogliamo trasformare una semplice chiave di lettura in un’accusa.
Ma un’ipotesi può essere fatta.
E se Giulini, sapendo di essere potenzialmente all’ultimo anno al Cagliari, stesse cercando di monetizzare il più possibile i giocatori che hanno mercato prima del passaggio di consegne?
Sarebbe una strategia societaria legittima. Ma sarebbe anche una strategia che andrebbe spiegata ai tifosi.
Perché il punto non è vendere. Il punto è capire cosa rimane.
Se Zappa non si sentiva più al centro del progetto e Adopo, dopo una stagione positiva, può essere ceduto, allora chi sono i giocatori attorno ai quali dovrebbe nascere questo nuovo Cagliari?
Questa è la domanda.
Perché il tifoso non pretende che tutti siano incedibili. Non pretende che una squadra rimanga uguale per sempre. Sa perfettamente che il calcio è cambiamento.
Ma il cambiamento deve avere una direzione.
E oggi, guardando il mercato rossoblù, questa direzione non è così semplice da individuare.
Un giocatore non si sente più al centro del progetto. Un altro, che sembrava poter essere uno dei pilastri del nuovo Cagliari, potrebbe essere ceduto. E allora anche il tifoso comincia a non sentirsi più al centro di un progetto che, francamente, fa sempre più fatica a riconoscere.
Se tutti possono partire, quali sono le fondamenta?
E soprattutto: Giulini sta costruendo il nuovo Cagliari oppure sta preparando il terreno per chi verrà dopo di lui?
Noi non abbiamo la risposta.
Ma forse, a questo punto, sarebbe arrivato il momento che qualcuno ce la desse.