Il Bari in trincea, passa Zappa. Zappa col cross, Pavoletti! Pavoletti!”
Bastano poche parole per riaprire una porta che, per il popolo rossoblù, non si è mai davvero chiusa. La porta di quella straordinaria notte di Bari, quella della promozione in Serie A, quella di una squadra capace di entrare nella storia del Cagliari e nel cuore dei suoi tifosi.
E oggi, leggendo le notizie che arrivano dal mercato, quella porta sembra improvvisamente richiudersi. Gabriele Zappa sarebbe infatti vicino al Verona. La trattativa con l’Hellas viene descritta come avanzata e ormai indirizzata verso i dettagli. Non è ancora un addio ufficiale, ma è abbastanza per far scattare quel pizzico di malinconia che arriva quando capisci che un pezzo della tua storia sta per prendere un’altra strada.
Perché Zappa, al di là dei giudizi sul giocatore, non è mai stato soltanto un terzino. È diventato uno di casa. Uno di quelli che hanno attraversato stagioni diverse, allenatori diversi, momenti belli e momenti complicati. Uno che ha vissuto la Serie B e la Serie A, che ha indossato quella maglia per anni e che, nel tempo, è diventato un riferimento dello spogliatoio. Un senatore.
E forse è proprio questo l’aspetto che renderebbe più dolorosa una sua eventuale partenza.
Di quella notte di Bari, oggi, sono rimasti sempre meno protagonisti. Zappa, Deiola, Obert. Volti che rappresentano un ponte tra il Cagliari di allora e quello di oggi. E Zappa quel ponte lo ha attraversato tutto.
Resta soprattutto quell’immagine. Lui che corre sulla fascia, il cross, Pavoletti che arriva puntuale. Un’azione che appartiene alla memoria collettiva rossoblù.
Eppure, negli ultimi tempi, c’è stato anche un rapporto mai davvero decollato. Quello con l’attuale allenatore Pisacane. Un amore mai nato, calcisticamente parlando, una scintilla che evidentemente non è mai scattata del tutto. L’esplosione di Palestra lo scorso anno ha inevitabilmente ridotto gli spazi di Zappa, ma i due avrebbero potuto tranquillamente convivere. Quando è successo, con la difesa a quattro e Zappa esterno destro, si è vista una catena di destra efficace, fatta di sovrapposizioni, scambi e complementarità. Una soluzione che, per caratteristiche, poteva rappresentare qualcosa di raro in Serie A.
E invece quella convivenza non è mai diventata una costante. Pisacane ha spesso preferito altre soluzioni, fino a relegare Zappa a un ruolo sempre più marginale. Anche questo, forse, pesa nella storia di un addio che oggi sembra sempre più vicino.
Se davvero sarà Verona, dunque, non sarà soltanto una cessione di mercato. Sarà uno di quegli addii che fanno capire quanto velocemente cambi il calcio.
Perché i giocatori passano. Le squadre cambiano. Le maglie restano.
Ma certe notti no. Quelle rimangono per sempre.
E forse, quando penseremo a Zappa lontano da Cagliari, prima ancora delle statistiche, degli assist o delle discussioni sulle sue prestazioni, ci verrà in mente proprio quella voce:
“Passa Zappa. Zappa col cross. Pavoletti!”
E per qualche secondo saremo ancora lì.
A Bari.
Ma adesso la domanda è inevitabile: Zappa al Verona sarebbe la scelta giusta per il Cagliari?