Una stagione che merita di essere letta con onestà per capire da dove ripartire.
Il Cagliari chiude con 43 punti e il 14° posto in classifica.
Una salvezza conquistata con una giornata d’anticipo, in crescita rispetto alle ultime due stagioni.
Il merito è reale ma un’analisi seria guarda anche a quello che ancora manca.
PISACANE — Voto 6,5
Alla prima stagione da allenatore in Serie A, Pisacane ha fatto qualcosa di concreto e misurabile.
11 vittorie totali. Juventus, Roma, Fiorentina, Atalanta e Milan battute nel corso della stagione. Due mesi di preoccupante black out con un gruppo giovane tenuto unito nonostante gli infortuni e i momenti di difficoltà.
I 43 punti sono dati oggettivi che parlano da soli.
Sul piano del gioco restano ancora margini di miglioramento importanti.
La squadra ha espresso un calcio con poca costruzione dal basso e un utilizzo frequente del lancio lungo nei momenti di pressione.
Il 3-5-2 ha garantito solidità, ma ha anche limitato la produzione offensiva in un calcio che riteniamo non moderno nelle scelte difensive e la rinuncia alle punte di ruolo.
È giustificabile per un allenatore alla prima stagione ad alto livello.
La sfida del prossimo anno sarà aggiungere qualità e identità di gioco a una base già solida.
DIFESA — Voto 6
52 gol subiti in 38 partite. Una media di 1,37 a gara, in linea con le squadre di bassa classifica.
Quando Mina ha avuto continuità il reparto ha dimostrato personalità e capacità di leadership.
Le migliori prestazioni stagionali sono quasi sempre nate da una fase difensiva ordinata e compatta.
Il limite principale è stato la tendenza ad abbassarsi eccessivamente, concedendo campo e soffrendo sugli esterni.
Un reparto che ha lavorato con sacrificio, ma che può ancora crescere nella gestione del campo.
CENTROCAMPO — Voto 5,5
È il reparto che più di tutti ha condizionato la stagione, nel bene e nel male.
Intensità e applicazione non sono mai mancate.
È mancata invece la qualità tecnica per gestire il pallone con continuità, costruire azioni pulite e cambiare ritmo nei momenti chiave.
Il centrocampo ha permesso alla squadra di lottare su ogni pallone.
Non sempre le ha permesso di giocare.
È il reparto su cui la società dovrà lavorare di più in estate, sia sul mercato che sul piano tattico.
ATTACCO — Voto 5,5
40 gol in 38 partite. Una media di 1,05 a gara, tra le più basse delle squadre salvate.
Esposito è stato il riferimento più continuo con 7 reti, confermando una crescita importante che lo proietta verso un ruolo sempre più centrale nel progetto pur non essendo una punta pura.
Borrelli e Kilicsoy hanno contribuito con 4 gol a testa, numeri onesti ma non ancora sufficienti per un reparto che deve produrre di più soprattutto con la rinuncia alla sperimentazione col turco.
Il rimpianto per Belotti rimane: perso per infortunio nella fase più delicata della stagione.
Il potenziale c’è. Serve un sistema offensivo più strutturato per esprimerlo e soprattutto un attaccante da doppia cifra.
MERCATO — Voto 5,5
Alcune scelte hanno funzionato.
Esposito è cresciuto. Palestra ha dato un contributo concreto limitato alla sola stagione. Gli innesti invernali hanno tamponato le emergenze in alcuni casi non colmando le assenze.
La rosa però è apparsa corta nella seconda parte di stagione, soprattutto in mezzo al campo.
Non è una critica fine a se stessa: è un’indicazione precisa su dove il club deve investire per fare il passo successivo.
LA DOMANDA PER IL FUTURO
43 punti e 14° posto sono una base solida.
Più solida di quanto molti si aspettassero a inizio stagione.
Ma la domanda che accompagnerà il dibattito estivo è legittima e necessaria.
Il Cagliari ha i numeri offensivi tra i più bassi delle squadre salvate.
Ha un centrocampo che ha bisogno di qualità tecnica.
Ha un allenatore giovane con margini di crescita.
La salvezza non è il punto di arrivo. È il punto di partenza.
E la differenza tra una squadra che sopravvive ogni anno e una squadra che cresce davvero si costruisce nelle prossime settimane.
VOTO FINALE: 6
14° posto. 43 punti. Terza salvezza consecutiva.
Pisacane ha fatto crescere almeno nei numeri questa squadra.
I numeri lo confermano. Le vittorie contro le big lo confermano.
Adesso il Cagliari ha davanti a sé la stagione più importante degli ultimi anni.
Quella in cui potrà dimostrare se questo percorso è solo sopravvivenza o l’inizio di qualcosa di più grande, soprattutto con un gioco moderno.
Voi cosa ne pensate? Pisacane è l’uomo giusto per fare questo salto?