C’è un rituale che puntualmente si ripete ogni estate: il club apre la campagna abbonamenti e chiede al popolo rossoblù un atto di fiducia. Oggi, però, il rito di suona stonato.
A inizio luglio il mercato dice sostanzialmente che il Cagliari è fermo. Non un rinforzo che faccia voltare la testa, non un segnale che dia la misura del progetto tecnico. Solo indiscrezioni, sondaggi, nomi che sfumano e che ai più dicono poco o nulla perché -parliamoci chiaro- Romano e Akarakiri sono al momento solo scommesse destinate forse alla primavera. Insomma, la squadra che il tifoso è chiamato a sostenere oggi è, di fatto, un’incognita.
Nel panorama che ci circonda possiamo confrontarci con realtà di provincia abituate a fare di necessità virtù: anche li il mercato in ingresso parte spesso dopo, ma la programmazione con deleghe chiare – viene comunicata prima, così il tifoso sa almeno su quali basi si sta costruendo la stagione, anche senza colpi roboanti. Il Lecce per esempio, piazza da 20-30mila abbonati, ha fatto della trasparenza quasi un marchio: si muove presto sui nomi chiave, anche umili, ma li comunica, li spiega, costruisce narrazione attorno al progetto prima ancora di chiedere il rinnovo della fede.
Il tifoso cagliaritano, dal canto suo, ha già pagato il suo pegno di lealtà. Ha riempito la Domus negli anni, ha sopportato pause di ristrutturazione aziendale, ha continuato a comprare il biglietto anche quando in campo si vedeva ben poco di entusiasmante. Difficile trovare, in Italia, un tifo altrettanto abituato a sostenere senza garanzie. Forse questa passione ci contraddistingue dagli altri.
Tuttavia, l’amore e la fedeltà, per quanto radicati, non sono un pozzo senza fondo. E soprattutto non dovrebbe essere l’alibi con cui una società rimanda sistematicamente il momento di rendere conto ai propri sostenitori. Chiedere l’abbonamento a mercato fermo, senza un’idea chiara da mostrare, significa scaricare sul tifoso il rischio d’impresa che dovrebbe restare in capo alla società.
La riflessione, dunque, è sulla domanda se un club di provincia navigato, con una base così fedele, possa permettersi di continuare a chiedere fiducia senza restituirne un po’, in cambio, sotto forma di chiarezza.
A oggi abbiamo avuto un chiaro indirizzo della società che ha dichiarato più volte che la rosa sarà ringiovanita: sul piatto dei partenti sappiamo certamente i vari Palestra, Gaetano, Prati, Luvumbo, Belotti, Sulemana, forse Caprile e Felici e qualche nome inaspettato. Su queste basi forse c’è un’idea che solo la società conosce a fondo: probabilmente i colpi di mercato saranno certamente a fine trattative e magari a campionato iniziato come purtroppo accade già da anni.
Quindi la domanda -legittima- è fin quando i tifosi rossoblu faranno un atto di fede abbonandosi al buio.