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BELOTTI, CHE PASTICCIO: IL CAGLIARI SI È MOSSO COME UNA SOCIETÀ DI DILETTANTI

BELOTTI, CHE PASTICCIO: IL CAGLIARI SI È MOSSO COME UNA SOCIETÀ DI DILETTANTI

C’è un confine sottile tra la prudenza e l’improvvisazione. Nella vicenda del Gallo Belotti il Cagliari lo ha superato abbondantemente.
Perché qui non stiamo parlando di un acquisto saltato all’ultimo minuto per un problema emerso dal nulla. Stiamo parlando di un giocatore che il Cagliari conosceva benissimo e che la tifoseria aveva accolto con entusiasmo. Un attaccante peraltro richiamato a fine stagione, utilizzato nelle delicatissime gare della salvezza e che, fino a pochi giorni fa, veniva dato praticamente per confermato.

Allora delle due l’una.

O il ginocchio di Belotti andava bene quando serviva una mano per salvare la categoria e improvvisamente non va più bene oggi. Oppure qualcuno, dentro il Cagliari, si è svegliato in ritardo.

È questo che i tifosi non riescono a capire. Ed è per questo che sui social è scoppiata la rivolta. Per settimane si è parlato della permanenza del Gallo, lui stesso aveva dato la disponibilità a ridursi sensibilmente l’ingaggio pur di restare in rossoblù. Poi, come un fulmine a ciel sereno, ecco le nuove visite mediche e il verdetto: niente firma.

Una gestione che definire dilettantistica è quasi un complimento.

Le condizioni fisiche di Belotti erano note da mesi. Il grave infortunio al ginocchio non è certo una scoperta dell’ultima settimana. Se la società nutriva dubbi così seri, perché aspettare fino a oggi? Perché creare aspettative? Perché arrivare a questo punto quando il mercato è già iniziato?

Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Pisacane oggi si ritrova con un attacco praticamente svuotato. Pavoletti ha salutato, i prestiti sono rientrati e il Cagliari aveva già deciso di non riscattare Kilicsoy. Restano Borrelli, Mendy e Trepy. Troppo poco per affrontare una Serie A sempre più competitiva.

Ora bisogna correre ai ripari. Ma il problema è che i bomber da dieci gol non crescono sugli alberi e, soprattutto, costano. Tanto. E quando arrivi sul mercato con l’acqua alla gola sei tu a dover inseguire gli altri, non il contrario.

Questa vicenda lascia una sensazione precisa: quella di una società che non aveva un piano B e che si è fatta trovare impreparata. E questo è ciò che preoccupa più della mancata conferma di Belotti.

Gli errori possono capitare. Ma una società di Serie A non può permettersi di dare l’impressione di navigare a vista.

I tifosi meritano chiarezza. E oggi, invece, hanno assistito all’ennesimo pasticcio.

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