Archiviato il campionato con una salvezza conquistata nelle battute finali e un bottino di 43 punti, il migliore degli ultimi anni, in casa Cagliari è già tempo di guardare avanti. E inevitabilmente la parola più utilizzata in queste settimane è una sola: progetto.
La prima certezza sembra essere Fabio Pisacane. Tommaso Giulini ha ribadito la piena fiducia nel tecnico rossoblù, spiegando che il rinnovo del contratto è poco più di una formalità. Meno chiara appare invece la situazione attorno al resto dell’area sportiva. Anche il futuro di Guido Angelozzi resta infatti da definire e non è ancora chiaro se verrà confermato e con quale ruolo. Un dettaglio non da poco, perché quando sono in discussione figure chiave dell’area tecnica diventa difficile parlare di una programmazione davvero consolidata.
Sul fronte squadra, poi, si prospetta l’ennesima estate di profondi cambiamenti. Giulini ha già annunciato che Folorunsho, Mazzitelli e Kilicsoy non verranno riscattati a causa di costi ritenuti non sostenibili per il club.
Una spiegazione che lascia però spazio a qualche riflessione. Senza tornare sul caso Kilicsoy, già ampiamente dibattuto, molti tifosi si chiedono come mai durante l’inverno il suo riscatto venisse dato praticamente per certo e il suo stipendio non sembrasse rappresentare un problema.
Ma il punto è un altro. Quale crescita può perseguire il Cagliari se non riesce a trattenere giocatori come Folorunsho o Mazzitelli? E quale continuità tecnica può essere garantita a un allenatore che rischia di ritrovarsi ogni estate con una squadra profondamente diversa?
Nel frattempo resta aperto anche il capitolo Belotti, mentre Esposito e Caprile non sono affatto certi della permanenza. A questo si aggiungono l’interessamento della Fiorentina per Obert e il probabile addio di Zappa. Considerando anche il ritorno di Palestra all’Atalanta, la fascia destra rossoblù rischia di essere completamente da reinventare.
E allora il dubbio diventa inevitabile. Il progetto che dovrebbe crescere attorno a Pisacane è davvero destinato a consolidarsi oppure è già costretto a ripartire quasi da zero?
Il Cagliari della stagione 2026/2027 potrebbe presentarsi ancora una volta con tanti volti nuovi, alcune certezze in meno e numerose scommesse da lanciare. Una strategia che negli anni ha diviso la tifoseria e che continua ad alimentare interrogativi.
Perché nel calcio c’è sempre spazio per i sogni. Ma i progetti, per essere credibili, hanno bisogno soprattutto di continuità.
E allora la domanda finale la giriamo ai nostri lettori: il progetto Cagliari è una realtà concreta oppure, dopo tanti anni, rischia ancora di assomigliare più a uno slogan che a una vera strategia di crescita?