Doveva essere il ritiro della serenità, dell’entusiasmo e della costruzione del nuovo Cagliari targato Fabio Pisacane. Invece, dopo appena pochi giorni, da Temù arrivano segnali che preoccupano e non poco. Perché quando iniziano a circolare facce tese, lunghi confronti, telefonate continue e indiscrezioni sempre più insistenti, è inevitabile che il clima cambi. E il rischio è che quella che doveva essere una semplice trattativa contrattuale possa trasformarsi in un vero caso.
Il protagonista è Sebastiano Esposito.
Nella serata di ieri, durante la presentazione della squadra in Piazza XXVII Settembre a Ponte di Legno, l’attaccante aveva scherzato sul rinnovo: “I numeri li guardo solo a fine anno per discutere del rinnovo.” Una battuta, apparentemente innocua, che alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore assume però un significato completamente diverso.
Nel pomeriggio il centro sportivo di Temù è stato infatti attraversato da un’insolita agitazione. Le indiscrezioni provenienti dall’entourage del giocatore parlano di un forte irrigidimento sulla questione contrattuale, nonostante l’attuale accordo sia valido fino al 2030.
Prima dell’allenamento (lungo confronto, scena impietosa ripresa dai media) Esposito avrebbe avuto un lungo confronto sia con Fabio Pisacane sia con il direttore sportivo Pietro Accardi. Successivamente è sceso regolarmente in campo con il resto della squadra, ma il dopo allenamento ha raccontato un’altra storia: telefonate, discussioni e volti decisamente poco distesi. Anche il presidente Tommaso Giulini, ancora presente in ritiro, ha seguito da vicino gli sviluppi della vicenda.
Al momento nessuno vuole sbilanciarsi ufficialmente, ma la sensazione è che qualcosa si sia incrinato.
E questo è ciò che preoccupa maggiormente.
Perché perdere oggi un giocatore del valore di Sebastiano Esposito significherebbe complicare enormemente i piani tecnici del Cagliari. Non stiamo parlando di una semplice alternativa offensiva, ma di uno dei calciatori sui quali la società aveva deciso di costruire buona parte del progetto della nuova stagione.
Le indiscrezioni parlano addirittura della possibilità che, qualora la situazione non dovesse sbloccarsi rapidamente, il giocatore possa finire ad allenarsi separatamente dal gruppo in attesa di una soluzione. Sarebbe uno scenario pesante, che rischierebbe di incrinare ulteriormente gli equilibri di uno spogliatoio nato da pochissimo.
Il nodo resta quello economico. Da una parte il Cagliari cerca di mantenere una linea sostenibile, dall’altra le richieste del calciatore e del suo entourage sembrano aver rallentato una trattativa che fino a pochi giorni fa appariva molto più semplice. Sullo sfondo resta anche il valore del cartellino, stimato attorno ai 20 milioni di euro, cifra che inevitabilmente potrebbe attirare l’interesse di altri club.
Quello che lascia maggiormente perplessi, però, è il tempismo. Una situazione del genere, esplosa nel pieno del ritiro, rischia di distogliere l’attenzione dal lavoro sul campo proprio nel momento in cui Pisacane sta cercando di dare un’identità precisa alla sua squadra.
Il Cagliari ha bisogno di certezze, non di nuove telenovele.
La speranza è che nelle prossime ore prevalga il buon senso e che società e giocatore riescano a ricucire uno strappo che, se dovesse diventare definitivo, rappresenterebbe una pesante sconfitta per tutti. Perché il mercato può sempre offrire alternative, ma sostituire un calciatore con le qualità e il potenziale di Esposito, a poche settimane dall’inizio della stagione, sarebbe un’impresa tutt’altro che semplice.
A Temù il pallone continua a rotolare, ma il rumore che si sente fuori dal campo, oggi, è decisamente più forte.