Il copione sembra già scritto. Il Milan si gioca la stagione davanti al proprio pubblico, il Cagliari arriva a Milano già salvo, senza assilli e con l’etichetta perfetta della vittima sacrificale. La classica ultima giornata dove una squadra deve vincere per forza e l’altra, teoricamente, dovrebbe limitarsi a fare presenza.
Teoricamente.
Perché questo campionato ha raccontato altro. E soprattutto perché proprio il Milan di Massimiliano Allegri si ritrova incredibilmente all’ultima giornata con l’acqua alla gola dopo aver buttato punti pesantissimi contro Cremonese, Parma e Pisa. Una stagione vissuta perennemente sulle montagne russe e che ora rischia di trasformarsi in fallimento totale senza qualificazione Champions.
E il Cagliari? Beh, il Cagliari di Fabio Pisacane arriva a San Siro dopo una stagione con pochi alti e molti bassi. Una squadra spesso confusa, discontinua, capace di alternare prestazioni incoraggianti a vuoti inspiegabili. Eppure proprio questa imprevedibilità potrebbe trasformarsi nell’arma perfetta per fare il classico scherzo di fine campionato.
Perché quando una squadra gioca senza peso sulle spalle diventa tremendamente pericolosa. Soprattutto contro chi invece ha addosso una pressione gigantesca.
E poi c’è un altro dettaglio che racconta parecchio del clima attorno al Cagliari. La vicenda Semih Kılıçsoy. L’attaccante turco ha lasciato anticipatamente la Sardegna, ufficialmente per motivi familiari, chiudendo di fatto la sua avventura rossoblù nel modo più anonimo possibile. Ma a far discutere sono soprattutto le parole arrivate solo adesso da Pisacane, che alla vigilia della sfida col Milan ha dichiarato come il giocatore debba capire che “il talento non basta”, lasciando chiaramente intendere problemi di atteggiamento o gestione fuori dal campo.
E qui la domanda nasce spontanea: perché dirlo soltanto ora?
Per mesi si è vista una gestione confusa del ragazzo, tra panchine, apparizioni sporadiche, poca continuità e nessuna reale valorizzazione tecnica. Se davvero c’erano problemi caratteriali o comportamentali, perché affrontarli pubblicamente solo a giochi fatti, quando il giocatore è ormai con le valigie in mano? Una vicenda gestita male dall’inizio alla fine e che aggiunge un’altra ombra a una stagione già piena di contraddizioni.
Ma il calcio, si sa, vive anche di paradossi.
E allora attenzione a dare per scontata la notte di San Siro. Perché questo Cagliari discontinuo, criticato e spesso irritante durante l’anno, potrebbe improvvisamente trasformarsi nell’ago della bilancia della corsa Champions. Roma, Juve e Como guarderanno Milano con enorme interesse.
E chissà che proprio Pisacane, nel momento meno atteso, non riesca davvero a stupire tutti.