Nelson Abeijon, bandiera rossoblù degli anni Novanta, si racconta: dal ricordo di Fabian O’Neill al sogno di tornare a lavorare per il club che ama.
Ci sono giocatori che hanno un cuore talmente grande da riempire un’isola intera. Nelson Abeijon è uno di questi. Un guerriero che in campo difendeva i colori rossoblù con un coraggio che non si insegna e non si compra. Non portava con sé la classe del fantasista né il gol facile dell’attaccante. Portava qualcosa di più raro: una grinta totale, un attaccamento alla maglia che nemmeno la retrocessione in Serie B è riuscita a scalfire. Anzi — è stato proprio nel buio che Abeijon è diventato un simbolo. Perché i campioni si riconoscono nei momenti difficili, e lui nei momenti difficili non mancava mai.
Oltre 170 presenze in rossoblù, una promozione conquistata con Gianfranco Zola, e un pezzo di Sardegna tatuato nell’anima. Trent’anni dopo, quella maglia pesa ancora.
Lo abbiamo raggiunto in Uruguay, dove oggi lavora come allenatore. Quando inizia a parlare di Cagliari, la voce cambia tono.
NELSON, I TIFOSI DEL CAGLIARI NON TI HANNO MAI DIMENTICATO. COSA TI HA LASCIATO QUELL’ESPERIENZA?
“È un piacere enorme per me. Non mi sono mai dimenticato di voi, vi porto sempre nel cuore, tutti. Il Cagliari è stato qualcosa di incredibile nella mia vita. Era una grande squadra, con grandi giocatori. Abbiamo fatto cose straordinarie insieme ed è stata un’esperienza che non dimenticherò mai.”
SI PUÒ FARE UN PARAGONE CON IL CAGLIARI DI OGGI, TORNATO IN SERIE A CON UN ALLENATORE GIOVANE COME PISACANE?
“Non importa se l’allenatore è giovane o ha più esperienza. L’importante è capire che a Cagliari, se uno fa le cose bene, i risultati alla fine arrivano. È sempre stato così.”
HAI GIOCATO CON GRANDI CAMPIONI ROSSOBLÙ. TRA TUTTI, FABIAN O’NEILL RESTA INDIMENTICABILE. CHE PERSONA ERA?
“Fabian lo conosco da quando eravamo giovanissimi, abbiamo giocato insieme nelle nazionali giovanili e poi ci siamo ritrovati a Cagliari. Per me è stato uno dei migliori giocatori con cui abbia mai condiviso un campo, e una delle persone più grandi che abbia mai conosciuto.”
C’È UN ANEDDOTO CHE RICORDI IN PARTICOLARE?
“Di aneddoti ce ne sarebbero tantissimi. Uno che porto sempre con me: un giorno durante l’allenamento aveva fatto tre tunnel ai compagni di fila. Poi in ritiro mi disse che il suo sogno era farne tre a Gattuso in una partita vera. E lo ha fatto. Quello era Fabian, un talento fuori dal normale, ma soprattutto una persona straordinaria.”
OGGI SEI ALLENATORE. HAI SEGUITO RODRIGUEZ E ALBARRACÍN AL CAGLIARI. COME LI VALUTERESTI?
“Sono felice che ci siano ancora uruguaiani a Cagliari. È una squadra dove i nostri si trovano bene. Rodriguez è un giocatore molto importante, ha dimostrato il suo valore con continuità lungo tutta la stagione. Albarracín è giovane e sono convinto che il prossimo anno farà ancora meglio. Adattarsi al calcio italiano non è semplice per nessuno, ma ha le qualità per crescere. Sono contento per entrambi.”
HAI QUALCHE NOME DI GIOVANE URUGUAIANO CHE CONSIGLIERESTI AL CAGLIARI?
“Ci sono tanti giovani uruguaiani di qualità. Sono sicuro che nei prossimi anni qualcuno di loro arriverà a Cagliari. Il nostro calcio continua a produrre talenti e il Cagliari è una destinazione che i nostri giocatori sentono vicina.”
CHE RAPPORTO AVEVI CON IL PRESIDENTE MASSIMO CELLINO? MEGLIO UN PRESIDENTE TIFOSO O UNO PIÙ CALCOLATORE?
“Con Cellino ho avuto un grande rapporto, sempre basato sul rispetto reciproco. Voleva bene agli uruguaiani, ci trattava bene. Era innamorato di Fabian. Un presidente che, se sapevi come gestire il rapporto con lui, le cose diventavano più semplici. Per me è stato un grande presidente.”
ULTIMA DOMANDA, NELSON. PER NOI SEI UNA BANDIERA. SE CAPITASSE L’OCCASIONE DI TORNARE A CAGLIARI IN QUALCHE RUOLO, LO FARESTI?
“Senza dubbio. L’ho sempre detto, il mio sogno è tornare a Cagliari o lavorare per il Cagliari anche da qui in Uruguay. Seguire i giovani, segnalare giocatori, qualunque cosa possa fare per loro. Il Cagliari è la squadra più forte con cui ho giocato e quella a cui voglio più bene. Sarebbe bellissimo.”
“Grazie a voi. Scusate il mio italiano, dopo tanti anni mi costa un po’ parlarlo. Un grande saluto a tutti i tifosi e ai lettori di CagliariGol. Un abbraccio forte!”
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