Un punto.Solo uno.
Era lì, davanti a noi, contro l’Udinese. Bastava allungare la mano e prendersi una salvezza che sembrava finalmente a portata. E invece il Cagliari ha scelto ancora una volta la strada più crudele: quella della paura.
Perché ormai il copione è sempre lo stesso. Prendiamo gol al primo affondo. Tremiamo appena la partita si sporca. E per segnare serve più fede che gioco. Diciamolo chiaramente: quest’anno non ci siamo divertiti.
E allora basta raccontare favole ai tifosi.

LA CLASSIFICA NON HA PIETÀ

Cagliari 37

Lecce 32

Cremonese 31
Due partite. Sei punti. Un incubo che torna a bussare alla porta anche se in pochi hanno il coraggio di parlarne.
E sapete qual è la cosa peggiore? Che a Cagliari certi fantasmi non muoiono mai.
Napoli ’98. Venezia 2021.
Ferite aperte. Cicatrici che si riaccendono appena sentiamo odore di baratro.

ORA ARRIVA IL TORINO
E sentiremo la solita musica:“Serve compattezza…”“Dobbiamo restare uniti…”“Il gruppo è vivo…” “fiducia in Pisacane”
BASTA.
Domenica non servono slogan. Servono uomini. Servono giocatori che capiscano cosa significa indossare questa maglia.
Serve un allenatore coraggioso e non uno yes man.
Perché il Cagliari non è una squadra qualsiasi. Il Cagliari è l’ultima bandiera della Sardegna in Serie A. E quando crolla il Cagliari, un’isola intera si sente abbandonata.

ADESSO DITELO SENZA PAURA:

Questa squadra ha davvero il carattere per salvarsi?

O stiamo guardando un’altra tragedia annunciata?

E soprattutto: chi si prenderà la responsabilità se il Cagliari cade?