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Cagliari, dopo Palestra si apre un vuoto vero: e ora?

Cagliari, dopo Palestra si apre un vuoto vero: e ora?

Certe assenze pesano più di altre. Non solo per ciò che tolgono, ma per tutto quello che costringono a ripensare. È il caso di Palestra: uno di quei giocatori che non si limitano a occupare una posizione, ma riscrivono gli equilibri. Uno così non lo sostituisci, lo devi reinventare.

Perché il punto è proprio questo: Palestra non era semplicemente un interprete, era un sistema. Duttile, intelligente, sempre dentro la partita. Uno che permetteva al Cagliari di cambiare pelle senza cambiare uomini, di adattarsi agli avversari mantenendo identità. E quando perdi un giocatore così, non perdi solo qualità: perdi soluzioni.

Pisacane, da uomo di spogliatoio prima ancora che di campo, ha provato a lanciare il messaggio giusto: “non siamo Palestra dipendenti”. Una frase che ha il sapore della strategia comunicativa, utile a tenere il gruppo compatto, a non creare alibi. Ma sotto la superficie resta una domanda che pesa come un macigno: che Cagliari sarà senza Palestra?

Le alternative, oggi, non sembrano replicare quel profilo. Zappa appare fuori dai radar del progetto, una scelta che sa di separazione già scritta. Ze Pedro è un giocatore interessante, ma diverso: meno totale, più definito. E poi c’è Raterink, evocato con paragoni importanti — qualcuno ha scomodato addirittura Dumfries — ma ancora tutto da verificare nel calcio vero, quello che non aspetta nessuno.

E allora? Allora bisogna avere il coraggio di dirlo: il Cagliari rischia una cesura tecnica. Perché sostituire Palestra non è un’operazione uomo su uomo. È una revisione del sistema. Significa cambiare catene di gioco, equilibri difensivi, sviluppo offensivo. Significa, in sostanza, riscrivere un pezzo di identità.

Dal 1° luglio Palestra tornerà all’Atalanta e lì finirà un capitolo che, nel bene e nel male, ha inciso. Per il Cagliari inizierà un’altra storia. Nuovo giro, nuovo anno, nuovo progetto — sì. Ma anche una matassa complessa da sciogliere, senza scorciatoie.

La sensazione? Che serviranno idee più che nomi. Perché i giocatori come Palestra non li trovi facilmente sul mercato. Ma le squadre intelligenti trovano sempre un modo per non rimpiangerli troppo.

Il tempo delle risposte sta per iniziare. E questa, forse, è la vera prova del progetto.

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