A un passo dalla salvezza matematica, con l’Unipol Domus pronta a festeggiare la permanenza in Serie A, Fabio Pisacane sceglie il silenzio. Niente conferenza stampa pre Udinese. Una decisione che sorprende e che inevitabilmente alimenta le polemiche.
Perché proprio ora? Perché proprio alla vigilia della partita che può chiudere definitivamente il discorso salvezza?
Il risultato, va detto, è arrivato. Pisacane ha praticamente centrato l’obiettivo stagionale. Ma questo non cancella mesi di critiche per un Cagliari troppo spesso rinunciatario, difensivista e poco propositivo. Una squadra che raramente ha entusiasmato e che ha vissuto tra cambi continui di modulo, scelte discutibili e casi mai chiariti fino in fondo.
Su tutti quello di Kilicsoy, sparito dai radar nonostante le difficoltà offensive del Cagliari e nonostante l’assenza di vere alternative in attacco. Domande rimaste senza risposta. E forse non è un caso.
Perché il sospetto viene spontaneo: Pisacane evita i microfoni per non affrontare nuove polemiche? Oppure questo silenzio è una forma di protesta verso chi lo ha criticato durante la stagione?
Qualunque sia la verità, la scelta lascia perplessi. Perché un allenatore che ha praticamente salvato il Cagliari dovrebbe avere voglia di parlare, di condividere il momento con la piazza, di presentare la partita della possibile consacrazione definitiva.
E invece arriva il silenzio. Un silenzio pesante, che inevitabilmente alimenta altre voci e altri dubbi. Perché negli ultimi mesi più di qualcosa, dentro e fuori dal campo, è sembrato incrinarsi. Alcune scelte, certi malumori mai realmente nascosti e una gestione che, a tratti, ha dato l’impressione di uno spogliatoio non sempre compatto come avrebbe dovuto essere.
La salvezza ormai è lì, a un passo. Ma il clima attorno al Cagliari continua a lasciare più di una domanda aperta. E oggi il silenzio di Pisacane fa molto più rumore di qualsiasi conferenza stam