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Esposito, chi semina vento rischia di raccogliere tempesta

Esposito, chi semina vento rischia di raccogliere tempesta

Sebastiano Esposito voleva cambiare aria. E, a quanto pare, era convinto che non sarebbe stato troppo complicato trovare una nuova destinazione.

Il ritiro lasciato alle spalle, i certificati medici, la frattura con il Cagliari e una situazione ormai diventata difficilissima da ricucire. Sullo sfondo, anche richieste considerate importanti per un giocatore che evidentemente si sente pronto per un salto di qualità.

Il problema è che nel calciomercato, come nella vita, non basta decidere dove si vuole andare. Bisogna anche trovare qualcuno disposto ad aprire quella porta.

E proprio qui la storia potrebbe essersi complicata.

La pista che sembrava più concreta, quella del Como, nelle ultime ore avrebbe infatti perso decisamente quota. Il club lariano avrebbe rallentato e, almeno per il momento, non sembrerebbe intenzionato ad affondare il colpo.

Ed ecco che quello che sembrava un percorso già tracciato rischia improvvisamente di trasformarsi in un vicolo cieco.

Perché il Cagliari, dopo quanto accaduto, difficilmente potrà considerare Esposito una pedina su cui costruire il futuro. Ma dall’altra parte anche il giocatore rischia di ritrovarsi con un mercato molto più stretto di quanto probabilmente immaginasse.

È la vecchia storia del calcio: quando si forza una situazione pensando che le alternative siano infinite, si rischia di scoprire che non lo sono affatto.

E adesso la domanda è inevitabile: chi ha davvero più da perdere?

Il Cagliari, che rischia di vedere svalutato un investimento importante? Oppure Esposito, che rischia di arrivare alla nuova stagione senza una squadra pronta a puntare davvero su di lui?

Una cosa sembra certa: questa situazione avrebbe potuto essere gestita diversamente. Perché quando si rompe completamente il rapporto con una società, bisogna essere sicuri che dall’altra parte ci sia già una porta pronta ad aprirsi.

Altrimenti il rischio è quello di sbattere contro una porta chiusa.

E adesso, per Esposito, il tempo comincia a diventare un avversario.

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