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Pisacane tra elogi e dubbi: rivelazione per i media, enigma per i tifosi

Pisacane tra elogi e dubbi: rivelazione per i media, enigma per i tifosi

opo Cagliari–Atalanta il nome di Fabio Pisacane è finito ovunque. Alcuni titoli parlano apertamente di un “trionfo” e celebrano le sue scelte come decisive, sottolineando come abbia saputo leggere la partita e cambiarla con intuizioni vincenti. La doppietta di Mendy, arrivata quasi a sorpresa, è diventata il simbolo perfetto di questa narrazione.

Il racconto mediatico è chiaro: Pisacane sarebbe la nuova rivelazione rossoblù, l’allenatore coraggioso capace di incidere subito e di portare il Cagliari verso una salvezza ormai molto vicina. Un tecnico giovane, senza timori, pronto a osare e a prendersi responsabilità pesanti.

Ma la partita contro l’Atalanta merita anche una riflessione più profonda.

Perché le scelte di formazione operate da Pisacane sono state tutt’altro che banali e, se il risultato non fosse stato positivo, oggi probabilmente il giudizio sarebbe diametralmente opposto. L’esclusione di Palestra dall’undici iniziale e l’ennesima bocciatura di Kilicsoy avrebbero potuto trasformarsi in un autentico linciaggio mediatico e popolare in caso di sconfitta o prestazione negativa.

Invece il campo ha premiato l’allenatore, soprattutto grazie all’uomo copertina della giornata: il giovanissimo Mendy, autore di una prova da protagonista assoluto. Una mossa vincente che oggi viene letta come geniale, ma che fino al fischio finale rappresentava un rischio enorme.

Questo è il punto centrale: nel calcio il confine tra intuizione e boomerang è sottilissimo. Pisacane ha avuto coraggio e personalità, ma se le cose fossero andate male si parlerebbe oggi di scelte incomprensibili e gestione discutibile.

Ed è qui che emergono i dubbi di una parte della tifoseria.

Perché Mendy non nasce ieri. Era già in rosa anche quando Pisacane ha deciso di affrontare partite decisive senza un vero centravanti di ruolo, scegliendo soluzioni d’emergenza come Folorunsho adattato punta. Se oggi il giovane attaccante si rivela così determinante, è inevitabile chiedersi perché non sia stato valorizzato prima.

Discorso simile per Kilicsoy. Nel girone d’andata era stato presentato come un attaccante di enorme talento, capace di gol da cineteca e giocate fuori categoria. Oggi, invece, appare inspiegabilmente scivolato fino a diventare la quinta opzione offensiva. Una parabola difficile da interpretare e che apre interrogativi sulla gestione tecnica.

Lo stesso Pisacane ha ammesso che ogni scelta viene sottoposta a critica, segno di una piazza che non si è mai completamente allineata all’entusiasmo esterno. Perché se è vero che i risultati recenti gli stanno dando ragione, è altrettanto vero che molti interrogativi restano ancora aperti.

Il calcio vive di sentenze immediate: oggi si esalta, ieri si contestava, domani magari si rimetterà tutto in discussione. Pisacane ha certamente mandato un segnale forte, ma il suo percorso resta ancora tutto da decifrare.

Dunque la domanda rimane: Pisacane è davvero la rivelazione del Cagliari o continua a essere un enigma irrisolto?

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