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Processo a Pisacane. Parola all’accusa. A seguire la difesa

Processo a Pisacane. Parola all’accusa. A seguire la difesa

Signor giudice, signori della corte, popolo rossoblù…”

oggi non siamo qui per giudicare una semplice sconfitta o un momento difficile.

Siamo qui per discutere di una serie di scelte che hanno acceso rabbia, delusione e amarezza nel cuore della tifoseria del Cagliari.

La pubblica accusa contesta all’allenatore Fabio Pisacane di aver trasformato una squadra che doveva lottare con coraggio in una formazione impaurita, chiusa, rinunciataria.

Un Cagliari costruito con un modulo difensivista, troppo prudente, troppo lontano dallo spirito battagliero che questa piazza pretende.

Ma non è tutto.

Gli viene contestato di aver allontanato Luperto dopo un disaccordo, incrinando equilibri interni e privando lo spogliatoio di una figura importante.

Gli viene contestato di aver fatto sparire Zappa dai radar, lasciando senza spiegazioni uno dei giocatori più amati e rappresentativi.

E poi c’è il caso Kiliksoy.

Un giovane talento prima lanciato, poi improvvisamente dimenticato.

Panchina, esclusioni, silenzio.

Una gestione che, secondo l’accusa, ha finito per umiliare il giocatore davanti a tutto il popolo rossoblù.

Ma, signori della corte…

la colpa più grave è un’altra.

Aver accusato in qualche occasione la tifoseria del Cagliari di amare poco questi colori e che i fischi sono ingenerosi.

Proprio questa tifoseria.

Quella che segue la squadra ovunque, che riempie lo stadio anche nelle sconfitte, che non ha mai smesso di cantare neppure nei momenti più bui.

Ed è per questo che oggi quest’aula è piena.

Perché il popolo rossoblù può perdonare gli errori.

Può accettare le sconfitte.

Ma non accetterà mai che venga messo in dubbio il proprio amore per il Cagliari.

È per questi motivi che si chiede a questa corte di chiedere le dimissioni immediate del signor Pisacane!”

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